Se sei appassionato di calcio e non sei completamente disgustato dai videogiochi, nel momento in cui provi Football Manager, è scientificamente provato che ci rimani sotto. Fidati. Lo provi, così, perché no, per provarlo, per divertirti, e finisce che passi giorni, settimane, mesi davanti ad uno schermo, a cercare di portare la Ternana a vincere la Champions, a mettere a posto le tattiche, a rimpiazzare quella primadonna di un regista che è scontento perché non l’hai venduto al Real, a scovare quel talento sedicenne bulgaro che lo potrà rimpiazzare, a sperare di essere chiamato ad allenare la Nazionale. Finisce che fai le tre di notte, ti vengono le occhiaie, inizi a riconoscere i giocatori che compra l’Udinese perché li hai comprati tu nel gioco. Finisce che sei contento se quel talentino dell’Udinese diventa forte, perché, in qualche modo, quello l’hai scoperto tu. Finisce che, in pratica, cedi alla droga videoludica più potente mai realizzata, e che il confine tra gioco e realtà inizia a dissolversi.
La storia di FM inizia nel 1992, con un giochino dal nome di Championship Manager, creato da due fratelli, Paul e Oliver Collyer, che si annoiavano a morte in una fattoria nel rurale, noiosissimo Shropshire. Nacque essenzialmente come svago per due piccoli appassionati di calcio. Riscosso il primo successo locale, il gioco diventò, anno dopo anno, sempre più serio e professionale, fino a raggiungere un successo enorme in tutta l’Inghilterra, per poi espandersi a livello internazionale. A questo punto i fratelli Collyer avevano già fondato il loro studio di sviluppo—la Sports Interactive—e venivano distribuiti dalla Eidos. Il vero successo planetario lo raggiunsero nel 2002, con l’uscita di Championship Manager 4: a quei tempi, il gioco più venduto nel giorno della sua uscita, a livello mondiale. Dopo un brutto divorzio con la Eidos, nel quale la SI prese la ormai storica decisione di cedere i diritti del nome del gioco al distributore, in cambio del motore e del database, la SI passò alla Sega, e il gioco prese il nome di Football Manager. Quell’anno divenne il quinto gioco più venduto nella storia dei giochi per PC. E da allora, la loro posizione nel settore è simile a quella dell’Inter di quest’anno: assoluto, totale dominio.
Questa droga, Football Manager, sviluppato dalla Sports Interactive, sembrerebbe a prima vista un semplice simulatore di calcio. Nel senso che non controlli i giocatori in campo: sei l’allenatore. Curi la campagna acquisti, scegli le tattiche, gli allenamenti, parli con la stampa e la squadra, schieri i giocatori in campo, li guardi giocare e fai le sostituzioni. Anzi, nelle prime edizioni del gioco—quando ancora si chiamava Scudetto ed era distibuito dalla Eidos e non dalla Sega—manco li guardavi giocare. Leggevi semplicemente delle frasi, riportate sullo schermo, che narravano la partita. E ovviamente, seguivi le statistiche di gioco di tutti i giocatori, riassunte in comodi voti da uno a 10, per spiegarti come stavano giocando. È da specificare che ogni giocatore nel gioco—in pratica quasi ogni giocatore al mondo, dal Giappone al Libano al Ghana al Paraguay, primavere incluse— è descritto tramite una scheda che ne illustra le caratteristiche—velocità, dribbling, finalizzazione, intelligenza, fantasia, colpo di testa, carisma, aggressività—da uno a venti, assieme a delle accuratissime valutazioni caratteriali e comportamentali. Ad esempio, se compri Anelka, generalmente litiga con qualcuno e poi gioca male. Oppure guardate la scheda di Pato, tratta dall’edizione inglese di FM 2007, nel luglio del 2006, quando il Papero aveva ancora 16 anni e non lo conosceva nessuno. Nel gioco era già un futuro fenomeno. E, contro ogni aspettativa logica di mercato, che sembra sempre volere grafiche spettacolari e adrenalina istantanea, il gioco funziona soprattutto per colpa di questo database incredibile, ricercato e aggiornato da svariate di centinaia di volontari in tutto il mondo, che mantengono il gioco costantemente, incredibilmente realistico. Talmente realistico, che si dice che alcune squadre della Premiership utilizzino il database del gioco per trovare giovani talenti in giro per il mondo. Quello vero, non simulato. Pare che l’abbia usato anche la nazionale italiana, almeno una volta.

Oggi, la Sports Interactive dà lavoro a 70 persone e produce, tra gli altri, Football Manager per PC / Mac e per Xbox 360, Football Manager Handheld per PSP e iPhone, e Football Manager Live, una versione completamente online di FM. Recentemente ho avuto l’occasione di fare una luuuuuunga chiacchierata al telefono con Miles Jacobson, capo dello studio Sports Interactive. Qui sotto ne riporto la prima parte.
PS: Non sono riuscito a trovare una somma che indichi quanti giochi la SI abbia venduto dal 1992 ad oggi, ma sono sicuro che siamo quantomeno nelle decine di milioni. Glielo chiederò questa settimana, in tempo per la seconda parte di questa intervista.
Tim Small: Ciao, Miles. La mia prima domanda è questa. Considerando che siete uno dei pochi studi di videogiochi al mondo dedicati quasi interamente a creare nuove versioni dello stesso gioco da vent’anni, ma che, effettivamente, fate tantissime cose, mi spieghi com’è strutturato il vostro ufficio?
Miles Jacobson: È cresciuto tutto in modo organico. Non abbiamo mai avuto intenzione di passare da 2 a 7 a 15 a 70 persone ma, in qualche modo, ci siamo trovati in 70. Lo studio è diviso in piccole squadre. Ad esempio, abbiamo 4 persone che lavorano sulla versione di FM per iPhone e PSP, 7 persone che lavorano sul motore di gioco, altre 4 che lavorano su FM Live. È un po’ come un puzzle: ogni squadra lavora sulle sue cose, e quanto c’è bisogno di incastrare diverse squadre assieme, lo facciamo. Abbiamo un cuore dello studio, che lavora sul gioco principale, e tante squadre attorno a loro.
Avete appena fatto uscire il gioco per l’iPhone. Come sta andando?
Quello è un po’ un’eccezione, perché si tratta di un formato dalle specifiche tecniche davvero limitate. Ma siamo riusciti a ri-utilizzare uno dei nostri vecchi codici di FM, e non l’abbiamo dovuto programmare ex novo. Sta andando benissimo, oltre ogni nostra più rosea aspettativa.
Diciamo che la base della vostra attività è comunque il gioco per PC e Mac.
Sì, decisamente. Non siamo molto contenti di FM Live, e nel passato l’abbiamo trascurato, ma ora ne stiamo per rilasciare una nuova versione, con l’aggiunta di un motore 3D tutto nuovo, che sarà poi la base del nuovo motore del gioco tradizionale per PC.
Insomma, state cercando di declinare FM sul più alto numero di piattaforme possibili.
Esattamente. Ti faccio un esempio: i nostri giocatori più affezionati non hanno tutto il tempo libero che avevano dieci anni fa—metti che si sono sposati, o hanno fatto dei figli—e quindi non hanno il tempo da dedicare all’immersione richiesta dal gioco per PC. Ecco, per loro c’è la versione portatile di FM, più leggera e veloce. La nostra responsabilità, come produttori di intrattenimento, è quello di creare il miglior simulatore calcistico per ogni singolo appassionato di calcio al mondo, qualsiasi siano le sue condizioni e il suo stile di vita.
Parlando dei vostri clienti, penso che probabilmente si tratti della community di giocatori più fedeli e appassionati al mondo, secondi solo, forse, ai sei milioni di nerd di World of Warcraft. In pratica ricomprano lo stesso gioco ogni anno, e alcuni lo fanno da 15 anni, e poi vanno su internet, e si scambiano consigli sui terzini argentini, sui centravanti svedesi, sulle tattiche migliori per ogni squadra. Quanto del vostro processo di sviluppo si basa su input che ricevete dai vostri clienti?
Be’, in studio abbiamo una persona che, di lavoro, viene pagata apposta per setacciare tutti nostri forum—sia quelli ufficiali che non—e inserire ogni singola idea che trovano su internet, in un nostro database interno. In questo database mettiamo sia le nostre idee, che quelle che ci vengono proposte dalla Sega, che quelle che magari ci vengono in mente al pub. All’inizio del ciclo di sviluppo di ogni nuovo titolo, guardiamo ogni singola idea in questo database, la consideriamo, e poi la votiamo, in base a quanto ci piace e quanto pensiamo che sia implementabile. La nostra community è fondamentale.
E siete stati tra i primi a valorizzarla.
Sì. I nostri siti e la nostra community sono online da parecchio tempo. Un sacco di persone che ora lavorano da noi provengono da lì. Io vengo da lì, ad esempio.
Fantastico.
Non possiamo trascurare i nostri supporter. Senza di loro, la Sega ci chiuderebbe, e io dovrei cercarmi un lavoro vero, e non sarebbe per niente divertente.
Parlando di lealtà e fedeltà dei vostri giocatori, trovo fantastico che vi abbiano seguito praticamente tutti, quando siete passati dala Eidos alla Sega e avete cambiato nome al gioco.
È vero, avere una community così legata a noi ci ha aiutato molto. Ma, se ripenso a quel periodo, alla fine dei conti si trattava semplicemente di avere il gioco migliore. Ovvio, è stata una lietissima sorpresa riuscire a raggiungere gli stessi numeri che facevamo prima in così poco tempo, e poi superarli con così tanta facilità. Ma noi credevamo in noi stessi come sviluppatori. Eravamo certi di poter fare la migliore simulazione calcistica del mondo, e abbiamo puntato su di questo. Certo che, se la Eidos avesse fatto un nuovo, meraviglioso Championship Manager, ancora meglio del nostro, e fossimo usciti in contemporanea, allora penso che la nostra storia sarebbe stata molto diversa. Anche se la nostra community è fedele, vuole comunque giocare al miglior gioco. È così che funziona.
Vali sempre e solo quanto il tuo ultimo lavoro.
Chiaro. Come consumatore di intrattenimento, magari sono affezionato ad un regista, ma se il suo ultimo film non mi piace, magari la volta dopo mi leggo bene due recensioni prima di andare al cinema. Mi è successo di recente, quando mi è arrivato il Blu-ray di Alice nel paese delle meraviglie. Dopo averlo visto, penso che Tim Burton si meriterà un paio di controlli online prima che ordini il suo nuovo film alla cieca.
A me è successo con il suo inguardabile remake del Pianeta delle scimmie. Senti, mi sembra che l’aspetto fondamentale di quell’accordo storico sia il fatto che siate riusciti a tenere il vostro database di giocatori. Secondo te, quanto del successo del gioco si basa sull’esistenza e il costante aggiornamento del vostro assurdamente mostruoso database di giocatori internazionali?
Tantissimo! Non solo per il gioco in sé, ma anche per la nostra reputazione nel mondo del calcio. Il fatto che la nostra squadra di scout in giro per il mondo vada, ogni singola settimana, a vedere le partite della primavera di ogni club del mondo, e che ci consegni rapporti dettagliati su ogni giocatore da loro visionato, e che poi un grandissimo numero di giocatori a noi segnalati diventino effettivamente delle stelle a livello internazionale, è assolutamente incredibile. Non ci vediamo giusto ogni volta—tutti commettono degli errori, è ovvio—ma il numero delle volte in cui ci abbiamo azzeccato è fenomenale. L’Everton ora utilizza il nostro database ufficialmente, come parte della loro rete di scout. Ci sono altre squadre con le quali lavoriamo in maniera simile, ma non ci è permesso parlarne con la stampa.
Incredibile.
Noi siamo contenti di lavorare con qualsiasi squadra al mondo, perché è un valore aggiunto anche per noi. Sai, quando sviluppiamo il gioco, parliamo sempre con scout, allenatori, direttori sportivi e giocatori. È fondamentale avere il loro apporto. Anche se non ne parliamo con la stampa. So che dev’essere difficile per voi.
La stampa sportiva inglese vi pone spesso domande di questo tipo?
Costantemente. Ma se vogliono sapere con chi lavoro, dovranno rubarmi il cellulare.
A parte l’Everton.
Esatto. Quello è ufficiale. Entrambi abbiamo deciso di parlarne. Per loro è una risorsa. Metti che un loro scout li chiama dall’Uruguay, e gli propone un ragazzetto forte, e gli manda un video del giocatore, e gli dice di volare giù a fargli un contratto. Be’, ora, prima di mandare davvero qualcuno a Montevideo, possono controllare il nostro database aggiornato, e vedere cosa ne pensa una persona appassionata ed esperta che vive in quella città e vede quel ragazzo giocare tutte le settimane. Hanno un altro sistema di controllo.
Ora, da un punto anche puramente filosofico, anche per una persona che non sa niente di calcio e niente di videogiochi, questo è davvero interessante. Il fatto che una simulazione commerciale, creata per il pubblico di massa, abbia così tanta influenza sul mondo che si pone di simulare… Il vostro è forse il caso migliore in questione. L’unico altro esempio che mi viene in mente sono quei giochi di simulazione di volo super complicati, con i manuali da 800 pagine, che ti insegnano essenzialmente a pilotare un aereo. Ma nessuno compra quei giochi per divertirsi, a parte qualche pazzo maniaco.
Ci sono parecchi software di questo tipo. Quelli per i soldati, quelli per i chirurghi… ma a livello commerciale, è vero, hai ragione.
E che ne pensate di questo?
Ne siamo incredibilmente fieri. Come non potremmo esserlo, quando persone che esistono nel gioco che creiamo, vengono da noi e ci dicono, “Questo è davvero accurato, è un ottimo gioco, mi ha insegnato molto”. Conosco un bel po’ di allenatori che ci giocano nel tempo libero. Che è un po’ strano. È come se io giocassi a un simulatore di sviluppo di videogiochi quando non lavoro allo sviluppo di videogiochi. O se tu giocassi a un simulatore di giornalismo.
Ci sono davvero tanti professionisti del calcio che giocano a FM?
Guarda, vorrei potermi infiltrare di nascosto ai Mondiali solo per vedere quante persone, tra giocatori e staff, ci giochino nel tempo libero. La sai la storia dell’amichevole Italia – Inghilterra?
No. Ma raccontamela.
Un paio d’anni fa, il caretaker manager della nazionale inglese si chiamava Peter Taylor. C’era un’amichevole tra Italia e Inghilterra, appunto, e per qualla partita aveva deciso di convocare un po’ di giocatori meno noti, giusto per vedere come indossavano la maglia della nazionale. Sull’autobus, prima della gara, rese note le convocazioni, l’allenatore dell’Italia—penso che fosse Donadoni—si rese conto che non conosceva quei giocatori. E pare che Demetrio Albertini tirò fuori il suo portatile e gli mostrò le schede dei giocatori convocati, su FM. E basarono le loro decisioni sul nostro gioco.
Ahah. Meraviglioso.
Be’, non è un fenomeno recente. Albertini ha raccontato questa storia al nostro capo ricercatore italiano. C’è gente del mondo del calcio che gioca a FM, o che lo usa come strumento a livello professionale, da tanti anni, ma è solo da quando siamo con la Sega che abbiamo iniziato a investigare il fenomeno e ad entrare in contatto con queste persone. Sono fondamentali anche loro. Ci aiutano a sviluppare e migliorare il gioco tanto quanto lo fa la nostra community.
31 Comments
Ma cosa dice questo qua? L’ultimo confronto fra Italia ed Inghilterra è del 2002, altro che di due anni fa.
Vedi il seguente link: http://www.figc.it/nazionali/IncontriDiretti e http://fr.fifa.com/worldcup/teams/team=43954/index.html (bisogna selezionare l’avversario Inghilterra)
Non si poteva farglielo notare durante l’intervista?
Molto probabilmente il riferimento è a Inghilterra – Italia Under 21 del 24 marzo 2007 finita 3-3. Mr Robertson citava a braccio e ha tralasciato questa precisazione. In quel caso l’allenatore era Pierluigi Casiraghi.
Far credere che il CT della nazionale maggiore italiana non conosca le seconde linee della nazionale maggiore inglese, tanto da ricorrere ad un videogioco per avere informazioni, è affermazione di una gravità assoluta. Non la sottostimerei in un mero errore di citazione, a cui credo poco.
Diciamo che ha provato a farla sporca ma col sottoscritto è cascato male.
io ci sono rimasto sottissimo con FM
mah, rado, non fare lo snob. non è proprio “un videogioco”. gli scout che mettono assieme il database del gioco lavorano effettivamente per le maggiori squadre del mondo
seee l’ha usato veramente la nazionale italica??
Vorrei precisare che il Sig. Robertson non ha precisato il nome di Donadoni. Ha detto che non sapeva, e che forse era Donadoni. Citandolo a memoria, penso che sia accettabile un errore di questo tipo. Non lo vedrei come una grossa polemica o come qualsiasi tipo di “cercare si farla franca”.
Ma sì, Rado il Figo, non gliel’ho fatto notare durante l’intervista: mea culpa.
Football manager è un videogioco, o sbaglio? e come dovrei chiamarlo?
poi non ho espresso alcun parere su FM; semmai è Robertson che ha voluto ingigantirne le qualità con quella storiella (falsa) su Donadoni che non conosce i panchinari inglesi.
per cui rivolgete le lamentele a Robertson e all’intervistatore, non a me.
Fantastico!!
Rado: quello che mi ha detto Miles è questo. Se poi si è sbagliato, e non era Donadoni, ma Casiraghi, allora si è sbagliato, capita. Ma dubito che mi avrebbe detto una cosa del genere apposta per ingigantirsi. Di storie come questa ce ne sono a bizzeffe, e alcune di queste verranno fuori nella seconda parte dell’intervista. Comunque, non vedo che bisogno ci sia per allarmarsi. Svariate squadre di calcio utilizzano il database di FM come strumento di supporto ai loro scout.
Non capisco per quale motivo si debba interpretare con malizia una normalissima defiance. A parte questo l’intervista è figa, ma io continuo a preferire i videogames in cui si gioca davvero a calcio giocato. Football Manager che noia. Un FIFA è per sempre.
a quando la seconda parte?
Tim Small, guarda che non si tratta di aver detto un nome per un altro. Fosse stato solo quello, mi sarei limitato a dire scrivere “era Casiraghi, e non Donadoni comunque”.
Ma è chiaro che Robertson intenda parlare della nazionale maggiore, a meno che non mi si voglia far credere che “caretaker” sia traducibile come “ct della nazionale under 21 inglese”.
Fra l’altro, dando uno sguardo nella comunque inaffidabili uicchipedia, ho visto che questo Peter Taylor è stato effettivamente “caretaker della nazionale inglese”, ma di quella maggiore e per una sola gara, un’amichevole contro l’Italia.
In November 2000, whilst managing Leicester, Taylor was appointed caretaker manager of England for one match. For that game, a 1–0 defeat to Italy in the Stadio Delle Alpi in Turin on 15 November 2000, Taylor looked to youth. He handed David Beckham the captain’s armband for the first time, and used six players then still eligible for the Under-21s; Gareth Barry, Jamie Carragher, Kieron Dyer, Rio Ferdinand, Emile Heskey and Seth Johnson.
Niente niente Robertson si riferisce a quella gara? In effetti c’è Taylor “caretaker”, è un’Italia-Inghilterra maggiore ma… giocata ben 10 anni fa, quindi senza né Abertini vice presidente federale né Donadoni ct.
Questi sono i dati, poi interpretateli voi.
Il vice presidente federale è Albertini, non Abertini.
Scusa, ma non ho resistito.
Hai ragione! Si potesse correggere…
FM è una droga, l’eroina gli fa assolutamente una pippa.
E’ un gioco FENOMENALE, e descriverlo come un gioco dove alleni è anche abbastanza riduttivo.
non ci fosse stato FM forse a quest’ora avrei la laurea. ne è valsa la pena
Eccoci giunti alla conclusione e risoluzione dell’annoso dilemma:
ITALIA-INGHILTERRA 1-0, Stadio delle Alpi, Torino, 14 Novembre 2000
ITALIA: Buffon; Cannavaro, Nesta (22′ st Adani), Maldini (29′ st Bertotto); Di Livio (7′ st D.Zenoni), Gattuso, Albertini (7′ st Di Biagio), Coco; Fiore; F.Inzaghi (28′ st Del Piero), Delvecchio (16′ st S.Inzaghi).
In panchina: Toldo, Pancaro, Ambrosini, Pessotto.
Allenatore: Trapattoni.
Chiaramente Miles voleva dire Trapattoni e non Donadoni. E Albertini era sull’autobus in quanto giocatore.
Perdonami, Rado, avrei dovuto controllare prima.
Possiamo metterci una pietra sopra?
@marco a.
la seconda parte dell’intervista sarà online giovedì
Tim: aggiungi anche che era di 10 anni fa e non di due e la cosa è finita qua.
Il cognome è Jacobson, non Robertson
Corretto. Scusate per la svista.
Mi ricordo come in FM 2007 acquistai un giovane 19enne sconosciuto attaccante nelle fila del River Plate di nome Gonzalo Higuaìn. Un vero fenomeno all’ora, lo prendevo sempre nelle mie squadre insieme ad un’altro giovanissimo della Fluminense di nome Marcelo. Vederli ora al Real, soprattutto Higuaìn, diventare delle vere stelle mi fa veramente voglia di dire, come precedentemente nell’articolo, questi giocatori li ho scoperti io
.
Io nel mio Legnano campione d’europa ho Albin Ekdal, un fenomeno, la juve lo vuole cedere, sono triste adesso…
Comunque è vero, quando vedi che un giocatore che compri nel gioco diventa una stella internazionale provi un senso di soddisfazione non indifferente!
Un gioco straordinario. Una vera droga. E il database è affidabilissimo, al di là della storiella della partita fra Italia e Inghilterra. Su FM 2007 i govani indicati come i più forti erano Marcelo e Higuain, e subito furono comprati dal Real: che dalle parti della Casa Blanca si giochi a FM?
Eh, si. Io cmq mi sono fermato al 2007. L’avevo comprato all’epoca soprattutto per giocarci vedendo la juventus che era in B
.
Comunque c’erano altri giocatori che sono diventati fenomeni:
Bojan Krkic era nelle giovanili del Barcellona e aveva un potenziale esplosivo come punta
C’era un certo Falcao, colombiano, che nel gioco diventa una buona punta, ma per adesso nella realtà non so dove sia
Fernando Gago, che con pochi soldi lo compravo dal Boca Juniors e diventava un ottimo mediano/centrale di centrocampo.
Qualche anno fa alla Domenica Sportiva sentivo Collovati elogiare Paletta, argentino, centrale difensivo, affermando che sarebbe stato un campione in futuro, proprio come accade nel gioco. Forse anche Collovati gioca a FM
X Mik: Radamel Garcia Falcao, ex fenomeno del River Plate. Ora è al Porto, è arrivato secondo nella classifica cannonieri con 24 gol (se non sbaglio) dietro ad un altro fenomeno di FM, Oscar Cardozo del Benfica: è ancora parrecchio fortino!! (Paletta ora è al Boca, ha però fallito al Liverpool)
Comunque, io confermo l’articolo..è una droga pazzesca!! Iniziai nel 97/98, quindi sono anche io figlio della scissione Eidos-SI a Sega…ho anche provato per 1 mese quello della Eidos in attesa di FM, cestinando poi quello della Eidos!! Ad oggi sto giocando ancora al 2010 (scudetto col Genoa al 4° anno) e ora al Boca Juniors…senza starei male peggio di Marc Renton in Trainspotting!!!
FM rules!!
Mi presento sono Alberto Scotta, “Panoz” (dal fumetto paninaro appunto) ricercatore prima di Championship Manager e dal 2005 Football Manager
e vorrei chiarire l’intervista che fece albertini al sottoscritto e che trovate qui:
http://www.panoz.it/cmitalia/diari.asp?Diario=7
la domanda era:
Panoz
In Cm hai mai allenato qualcuno degli inglesi che ti troverai di fronte domani? Chi temi di più?
Demetrio
Giocando contro il Leeds ho visto parecchi giocatori in gamba come Smith e Dacour, degli altri i soliti del MAN Utd, Beckam, Scholes etc. Ma adesso che mi hai dato la scatola vado su in camera e chiamo i dirigenti che ieri ci chiedevano se conoscevamo qualcuno di questi giovani che giocheranno domani contro di noi … CM è un almanacco incredibile li stupirò alla grandissima !
—
Dal sudafrica (fino alla fine dei mondiali
)
iao Panoz
http://www.facebook.com/panoz.fmitalia
http://www.fm-italia.it
Anno 2020, il mio Brindisi vince finalmente la Champions guidata dai gol di Destro, Tafer e Lukaku, dalla saggezza e qualità di Verratti e Neymar e protetta dai giganti Caldirola, Rodwell e Delac.. ma.. detto ciò (e confermando appieno l’assunto Football Manager == Fine vita sociale).. dove trovo la seconda parte dell’intervista?? Perchè mi era parso di capire che ve ne fosse una seconda parte.. giusto??
Ragazzi su FM 2007 comprai Kerlon che nel gioco era un fenomeno. Ricordo che il giorno in cui lo comprò l’Inter mi sentii più competente di tutti i ds messi insieme. Peccato che poi non abbia mantenuto le promesse. Comunque si, FM è la droga più potente che potessero inventare, e sono orgoglioso di esserne assuefatto!
La seconda parte di questa intervista è ora in homepage: http://www.stoneislandfootballblog.com/unintervista-con-miles-jacobson-luomo-dietro-a-football-manager-parte-2/
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