Dato che Le storie inventate parla di storie non vere (inventate, appunto) ho pensato di approcciare questa seconda puntata andando a parare direttamente su una delle rappresentazioni calcistiche più false della storia delle rappresentazioni calcistiche: il tanto-folle-quanto-popolare cartone animato giapponese noto come Holly e Benji, Due fuoriclasse.
Capolavoro senza tempo per un paio di generazioni di giovani italiani, argomento sempreverde per due risate nelle chiacchiere da bar, e limpido esempio della a) totale e completa follia che giace latente all’interno di ogni cervello giapponese e b) totale e completa incomprensione di gusto tra i ragazzi (che lo amano) e le ragazze (che lo odiano tanto da preferirgli l’emo-core Mila e Shiro, Due cuori nella pallavolo), l’immaginario di Holly e Benji ha condizionato la mente di ogni ragazzo italiano nato tra il ‘78 e l’88 tanto quanto Scerbanenco l’ha fatto con la mente di ogni ragazzone nato tra il ‘48 e il ‘58. In che senso? Nel senso che si sono entrambi avviluppati come piovre alla parte del nostro cervello che regola le memorie piacevoli. E ci ha insegnato tutta una serie di lezioni subliminali che, per quanto assurde, hanno un che di vero.
Se ti alleni sodo migliori
Forse il valore più solido insegnatomi da H&B è quel senso di nobiltà d’animo e di etica iper-protestante al lavoro che sta alla base di parecchi cartoni animati del Sol Levante. Come ha fatto Oliver Hutton a diventare un campione? Semplice: portandosi un pallone OVUNQUE e palleggiando COSTANTEMENTE dalla mattina alla sera. Ricordo ancora quando, da novenne, pensai per la prima volta che se solo fossi andato a dormire con un pallone da calcio e avessi palleggiato fino a scuola tutti i giorni sarei riuscito a diventare un fenomeno che quando tira la palla si piega indietro su una gamba a novanta gradi, tirandone una su verticalmente dietro di sè come un Ricky Martin qualsiasi, e quando la impatta lo fa con tale forza che la palla si piega attorno al collo del suo piede e diventa ovale. E poi, se pure quella ciofecha mostruosa di Bruce Harper è riuscito a diventare forte verso il terzo campionato, potevo diventarlo anch’io. Quindi ho iniziato ad allenarmi regolarmente e dopo un po’ mi hanno preso come ala sinistra in una squadra di pulcini che è finita quart’ultima a Milano, ma poi dopo un po’ ho scoperto che non ero poi così forte e che non avrei mai giocato nel Milan. Quindi, in un ragionamento che ancora oggi se ci penso mi viene da prendermi a pugni da solo, abbandonai il pallone e presi in mano le bacchette di una batteria. Non me ne capacito proprio. Posso solo concludere che se Andrea, batterista pugliese di ventisette anni, non si fosse trasferito nell’appartamento sopra a quello dei miei in Piazzale Accursio, oggi forse sarei un ala sinistra nel Frosinone e guadagnerei il centuplo della miseria che guadagno oggi.
È sempre meglio fare le cose in due aka Le ragazze si ricordano solo le cose acrobatiche
Ah, i Gemelli Derrick. I due attaccanti della Hotdog (qui fra l’altro urge aprire una parentesi riguardo i nomi delle squadre di H&B scelti dai doppiatori italiani, i quali si meriterebbero un approfondimento tutto loro. Newppy? Muppet? Hotdog? Mambo? Norkfolk, quelli con il portiere cicciogigante Teo Sellers, con la kappa?) sono responsabili di forse l’unica cosa di Holly & Benji, Due fuoriclasse che anche le ragazze si ricordano: la catapulta infernale. Francamente, non c’è niente da dire. La catapulta infernale era una figata pazzesca. Una volta ho provato a farla con un mio amico. Gli ho squarciato lo stinco. Fine del pezzo.
Non importa quanto sei forte, importa quanto poco ti infortuni
Quello qui a fianco è Julian Ross, senza dubbio il mio personaggio preferito di H&B. Come scrive il sussidiario online di H&B, Julian Ross, capitano della Mambo FC, è “tecnicamente il più forte talento del Giappone, è un grande leader e segna goal importanti”, ma “è affetto da una brutta malattia al cuore che gli impedisce di giocare molte partite”. E chi si scorda quei svariati momenti quando Julian stava per vincere la partita ma poi l’immagine si fermava bruscamente, e tutt’a un tratto tutto diventava bianco e nero, a parte una righetta rossa che andava dritta sul cuore del saggio e compassionevole Julian, e la musica diventava un violino straziante sopra il rumore di un battito cardiaco irregolare, dopodiché l’immagine tornava e colori e riprendeva, ma Julian si accasciava a terra e non poteva continuare la partita? E quante volte la Muppet ha segnato contro la Mambo solo perché Julian era in panchina, a cercare di dare confidenza e sicurezza ai suoi compagni di squadra, smarriti come degli agnelli nelle grinfie del perfido Mark Landers? Onestamente, penso di aver iniziato a mangiarmi le unghie per colpa di Julian Ross. È colpa sua se ho colto tutto il discorso esistenzialista sulla morte e sulla caducità della vita umana a nove anni. In pratica, Julian Ross mi ha insegnato che a volte succedono delle cose terribili alle persone buone, per nessuna ragione. Così. Perché Dio è morto.
Se vi sembra che stia esagerando, considerate che stiamo parlando di un bambino milanista nel 1991: con una semplice sostituzione malattia cardiaca / caviglia di cristallo, è ovvio che il mio amore sconfinato per Julian Ross era un semplice transfer di quello che provavo per Marco Van Basten. E come sanno tutti, se non fosse stato per quella caviglia, Marco sarebbe stato il più grande di tutti i tempi. E invece aveva la caviglia problematica. E quindi noi, al posto dell’eleganza e la classe del Cigno di Utrecht, ci dobbiamo accontentare di un tamarro argentino con l’orecchino. Il che mi porta al prossimo pezzo.
I tamarri cha fanno brutto alla gente spesso hanno il cuore d’oro
Vincitore del premio “uomo più abbronzato di tutto il Giappone” nonché “più giovane calciatore Giapponese costretto a mantenere la sua famiglia con il calcio”, Mark Landers era il re dei tamarri. Mentre Holly sorrideva sempre ed era pieno di bontà e parole dolci per i suoi compagni scarsi, e Julian Ross era la personificazione della virtù, Mark non sorrideva mai, si arrotolava le maniche della maglia fin sopra le spalle anche sotto la neve, faceva brutto a tutti, aveva un padre alcolizzato e una sorellina malata (aww), spaccava le gambe della gente solo per il gusto del LOL, e si allenava su una spiaggia, sotto la pioggia, tirando il pallone contro le onde e modificando un maremoto solo con la forza del collo del suo piede. Insomma: Mark Landers era un figo. Però, sotto sotto, era buono. Nella famosa puntata Mark Landers vs. Julian Ross, la prima volta che Ross si accascia a terra premendo le mani sul suo cuoricino debole, Landers butta fuori la palla per permettere i soccorsi a Julian, andando contro i voleri del suo allenatore bastardo. Era un po’ il Phoenix al Pegasus di Holly, il figlio di puttana che, verso la terza stagione, inizia a collaborare a malincuore con i “buoni”. Altra cosa figa di Landers era la sua squadra: aveva la maglia viola e si chiamava, per qualche ragione, Muppet. Nella Muppet giocavano sia tale Danny Mellow (che era un po’ omosessuale) e anche il grandissimo Ed Warner, il portiere zen di cui non abbiamo mai visto il viso che stava seduto con un filo d’erba in bocca e poi si lanciava contro i pali e le traverse rimbalzando come un ninja e parava tutto.
Quindi potrei concludere questo pezzo dicendo che quello che ho imparato da Mark Landers è che in fondo in fondo anche i tamarri che menano la gente vogliono solo essere amati e che Balotelli e Cassano non sono cattivi. E anche che, se tiri il pallone con abbastanza forza, puoi creare un piccolo cratere in un muro di cemento. O disintegrare i guanti di un portiere.
Gli italiani negli anni ‘80 erano famosi solo grazie a Zoff
Almeno, in Giappone è così. Quello qui sopra è Dario Belli, portiere della nazionale italiana che viene eliminata dal Giappone ai mondiali. Mentre le altre squadre al mondiale vinto dal Giappone di Holly, Benji e Mark Landers avevano tutti l’attaccante forte (la Germania aveva il teutonico Karl Heinz Schneider, il Brasile aveva “il Pelé bianco”, Francisco Santana, l’Argentina aveva Jorge Ramirez, e la Francia aveva sia Pierre Leblanc che il meravigliosamente nominato Louis Napoleon), l’Italia aveva il portiere che le parava tutte. Dario Belli. Ovviamente Dario Belli prende due pappine da Holly, però va be’. È il suo programma: Non si chiamava mica Dario & Benji, Due portieri.
Altra prova del fatto che in Giappone il calciatore italiano per eccellenza è il portiere (e ulteriore avvicinamento di questo post verso il pianeta degli ubernerd): nel videogioco International Superstar Soccer della Konami—il papà di PES—il giocatore più forte dell’Italia era il portiere. Si chiamava “Dino Zoffini”.
38 Comments
la catapulta infernale me la ricordavo davvero, un po’ come “attack!” in mila e shiro. che lo annunciano e poi si verifica, come un evento soprannaturale
non sono d’accordo! io preferivo holly e benji a mila e shiro! più di tutte però mimi’ aiuara che lei sì che sgobbava come una negra: mila non le ha mai fatte le session di allenamento con le manette ai polsi.
poi non hai parlato di quella criptolesbica che faceva la groupie di holly e terrorizzava i suoi amici, ho imparato molto da lei.
Si ricorda anche che Julian Ross era ispirato a Johan Cruijff, con cui condivide lo stesso numero di maglia (14), l’eleganza innata dei tocchi, nonché la cardiopatia, in Cruijff non congenita ma causata dal suo fumare come un turco.
@sara
vero: non ho parlato della cripstolesbica. e mi sono anche dimenticato di parlare di philip callaghan e la sua flynet. me la tengo per la seconda parte di questo articolo.
@mario
io ho sempre pensato che fosse appunto la flynet ad essere la corrispettiva del calcio totale, ma il numero di magli non può essere una semplice coincidenza
si, Mario ha ragione: Julian Ross era chiaramente Cruijff. Così come la nazionale giapponese aveva tantissimo del Milan di Sacchi (che viene anche citato come esempio) per via del pressing asfissiante.
Unica cosa in cui mi sento di dissentire è il modo in cui hai liquidato Danny Mellow.
Mellow è il trequartista – o la seconda punta o l’ala – super promettente ma il cui turno, per svariati motivi, non arriva mai. In nazionale era chiuso da Tom Becker – il mio idolo in assoluto. Mi ricorda Giovinco e tutti quei talenti che, da Vicini in poi, ci hanno fatto vincere svariati europei Under 21. Quelli in cui è facile immedesimarsi. Ci sono affezionato.
vorrei ricordare che la parte piu’ sconvolgente dell’allenamento di mark lenders era quello in cui il suo allenatore gli passava sopra le caviglie alla guida di una berlina.
io con la catapulta infernale mi sono rotto il polso dx, e questa è la dimostrazione più prossima che ho sul concetto per nulla chiaro e spesso mistificatore che i cartoni animati fanno male ai bambini.
@fede:
mellow mi sembrava un po’ troppo ossessionato con landers, per questo l’ho definito omosessuale latente. però è vero, era un personaggio tragico e profondo. comunque, rest easy: sia lui che tom becker verranno approfonditi nella seconda parte di questo post.
Confermo Julian Ross/Cruijff. Inequivocabilmente. Ho passato pomeriggi interi a ragionare sul “who’s who” di H&B e avevo partorito un paio di altre teorie, fortunatamente dimenticate.
Dal pianeta degli ubernerd rispondo che gli ISS era la felicità, anche solo per il codino di Baggio.
noi femmine preferivamo mila e shiro solo perché era dannatamente intriso di tensione sessuale e noi eravamo precoci
Ed Warner era il king indiscusso del cartone animato. Memorabile.
non essendo un calciofilo non mi reputo grande conoscitore di H&B – ma qualche partitona l’ho vista eh – e riconosco che si collocano come ponte tra il grande shingo tamai (che si allenava disboscando foreste a suon di pallonate) e shaolin soccer. mila e shiro non era mica una specie di reboot di mimì e le ragazze della pallavolo?
forza gundam, ora e sempre.
Io Ed Warner me lo sarei fatta di brutto! È stato uno dei miei primi amori subito dopo Capitan Harloc e Lady Oscar (idee confuse) e giusto prima dei cavalieri dello zodiaco, si mi piacciono i capelloni!!!
Infatti Shiro aveva i capelli corti e mi faceva sboccare.
Il paragrafo su Mark Landers è toccante, mi ricordo che a scuola c’era un bambino che spaccava di brutto al pallone, era super scuro di carnagione, un giorno si è presentato a scuola con la maglietta viola e tutti hanno cominciato a chiamarlo Mark Landers, alle medie me lo sono ritrovata in classe, non ricordo il suo nome, credo di averlo continuato a chiamare Mark. Ma la cosa più figa di tutte è immaginare te che dormi col pallone sognando di trasformarti in Maradona non ha prezzo (magrai tu avrai pure sognato Van Basten, ma Maradona se l’è goduta di più!).
Comunque x me l’elemento topico di H&B erano gli attraversamenti di campo che duravano un’intera puntata, quei campi erano talmente vasti da prendere la curvatura dell’orizzonte.
W Holly e Benji e il calaiere dello zodiaco biondo abbasso quello sfigato di Pegasus!
tutti hanno avuto un amico fotocopia di Mark, ce l’ho avuto pure io.
quande la altezza di Ed Warner
Penso che tutti quelli come noi cresciuti a pane e Holly e Benji, questi ragionamenti li abbiamo fatti almeno una volta nella vita!!
Però come non ricordare il Mitico Philipp Cullegan(si scrive così?) che si allenava in pieno inverno sotto la neve per i campionati giovanili under 11 seguiti dalle televisioni di stato giapponesi e con un affluenza di pubblico ai campi da giuoco da fare invidia alle società medio piccole della nostra serie A?
Ma sti elementi, d’inverno, non avevano il tempo di andare a scuola?
Fatto sta che io con questi personaggi ci sono cresciuto e mi hanno reso il giocatore che sono, uno che va al campo con la maglietta di Possanzini stagione 98/99 alla Reggina a gridare come un idiota ” Tiro della tigre!!!!!” con gli avversari che spesso, non conoscendomi, domandano ai miei compagni di squadra “Ma cu è stu zambaro?(ma chi è questo animale)?”
Grazie Holly.
Grazie Benjy.
Mi avete reso un giocatore migliore!!!
Caspita è stato uno dei miei cartoni preferiti… ho voluto imparare a giocare a calcio grazie a Holly è al tito del falco !!!.. qui non menzionato. Ovviamente anch’io sono del 1974 !!! Tito
Beh, nell’articolo ci sono tante, diciamo, fantasie linguistiche e non…
Bellissimo articolo. Ho le lacrime agl’occhi!
Ti aggiungi ai preferiti!
Vorrei segnalare alcuni episodi che mi sono rimasti impressi nella memoria:
- per lanciare la sfida a Benjii, Holly calcia un pallone dalla cima di una collina che arriva giusto giusto fra le mani di Benjii nel cortile di casa sua;
- quando Tom Becker se ne va (in bus, lui e il padre erano poveri), il bus parte e Tom si affaccia dal finestrino per salutare. Holly calcia un pallone con le firme di tutti gli amici che naturalmente arriva bello teso tra le mani di Tom;
- quando Benjii ai mondiali para i micidiali tiri di Schneider usando solo l’udito, tenendo gli occhi chiusi per non farsi ingannare dall’effetto impresso dal tedesco alla palla;
- in una partita, uno dei gemelli Derrick aspetta la battuta di un calcio d’angolo direttamente in piedi sulla traversa. Non ricordo chi, ma un difensore si mette sulla traversa accanto a lui per contrastarlo;
- diversi colpi di testa si concludevano con una rovinosa caduta a terra durante il quale il corpo aveva addirittura il tempo di girarsi, testa verso il terreno e piedi in aria. Alla faccia dell’elevazione.
Grandissimo!!!
Quando ho visto che si parlava di Holly & Benji mi sono fiondata a leggere l’articolo, che mi ha fatto sia ridere che emozionare.
Io sono nata nel 1981 e sono cresciuta con H&B. Sono una di quelle ragazze che lo preferiscono a Mila e Shiro e ho addirittura chiamato il mio cane…Benji.
Per me i personaggi di H&B sono tutti dei miti, li ricordo tutti e anche le loro squadre:
-la Newppy, che poi si fonde con la S.Francis e diventa New Team, di Holly, Benji, Bruce, Tom, ma anche dei vari Alan Parker, Paul Diamond, Johnny Mason, Ted Carter e Bob Denver.
-la Muppet di Mark, Ed e Denny, che poi passano tutti insieme alla Toho.
-la Mambo di Julian.
-la Flynet di Philip.
-la Hot Dog di James e Jason Derrick.
E poi la Norfolk di Teo Sellers, la Artic di Ralph Peterson, la Otomo di Patrick Everett (quello del “tiro del falco”) e la Hirado di Clifford Huma e Sandy Winters.
E non posso dimenticare gli altri personaggi come Roberto Sedinho, Jeff Turner, Freddy Marshall, Patty, Jenny, Amy, Arthur…
Potrei stare qui per ore…adoro questo cartone e ho tutti i dvd originali.
Senza ombra di dubbio H&B ha segnato la mia infanzia, giocavo a pallone tutto il giorno e me lo sarei portato anche nel letto.
Concludo dicendo…HOLLY&BENJI SEMPRE E PER SEMPRE!!!
Post bellissimo e i ricordi che avete tirato fuori sono tutti incredibili e strappalacrime, però Luca tu che mi tiri fuori uno dei gemelli già sulla traversa per un calcio d’angolo e soprattutto il difensore che sale a marcarlo (probabilmente dopo aver già preso un gol così poco prima se non ricordo male) mi sta facendo scassare dal ridere!! Ho l’immagine fissa davanti agli occhi!!! Grande.
Grazie per questo tuffo nel passato. Ma una precisazione: sono nato nel 1976 e H&B lo vedevo con amici nati anche nel 75. Quindi, la generazione è più lunga del 78-88.
riportate il blog leggibile.. disturba davvero tanto il grassetto/corsivo,
spero sia un errore temporaneo di qualche o lasciato aperto che presto verrà corretto..
Fatemi sapere quando tornerà alla normalità e quindi quando potrò tornare a seguirvi
grazie,
.R
Uno dei miei cartoni preferiti.. molto bello!.. mi ha insegnato molte cose.. sopratutto dei valori importanti come il RISPETTO e il FARSI RISPETTARE, La GIUSTIZIA, LA LEALTA’, IL SAPERSI COMPORTARE BENE!
.. cosa che nei cartoni animati successivi e moderni delle nuove generazioni c’è poco.. o viene insegnato proprio il contrario.
Manca il centrale difensivo più forte al mondo, un tale CLIFFORD YUMA
Holly e Benji è fenomenale!Ma il vero fenomeno è Ross!Se nn avesse avuto la malattia al cuore si sarebbe potuto allenare cm Holly e sarebbe rimasto molto più forte di lui cm già era la prima volta che si sn incontrati!Ross forever
Bello, ottima discussione su Holly e Benji, ma sta calmo quando parli di Maradona. Van Basten a stento può lucidargli l’orecchino. Poi non è colpa mia se Maradona al Napoli ti fa ancora rosicare malgrado siano passati vent’anni
Io sono del ‘93 e ricordo di essermi visto questo cartone sul finire degli anni Novanta, così come tuttti i miei amici, quindi allargherei lo spettro della generazione H&B almeno fino al ‘93-’94. Poi, che dire, l’allenatore ciucatone di Mark o i giocatori che facevano entrate da rosso diretto per rubare il pallone ai vari Holly, Mark, Ross ce li ricordiamo tutti..xD Il mio cartone animato preferito!!!
Chi si ricorda quello sfigato di Alan Crocker? Il portiere della Newteam che aveva paura del pallone calciato da Lenders? Odiavo quello scarsone!
la generazzione e piu larga, io sono dell 89, e holly e benji me lo sono visto tra gli anni 96-98. questo cartone non morira mai.
Bè, vi stupirà sapere che il tutto non si ferma alla manifestazione dove il Giappone vince in finale contro la Germania di Schneider(una sottospecie di mini mondiale ) e neanche agli OAV dove (non si sà perchè) il Giappone sfida varie volte una selezione europea e nell’ultimo c’è un minitorneo fra Giappone-USA-Selezione giovanile europea-selezione giovanile sudamericana … il tutto prosegue con il World Youth (il mondiale giovanile) dove ci sono le varie fasi premondiale (2 fasi dove si incontrano fra le altre squadre la Thailandia, gli Emirati Arabi, la Cina e la Corea) e la fase finale giocata in giappone (salterà fuori anche il Re del calcio, tale Natureza , un genio del calcio Brasiliano che non ha mai giocato in una squadra) dove vi sarà la finale Giappone-Brasile (allenato da Roberto Ondo in italiano tradotto come Roberto Sedinho) che vedrà vincitore il Giappone per 3-2 .Vi consiglio o di procurarvi il Manga “Captan Tsubasa”(perchè non credo sappiate che il vero nome di Holiver Hutton è Tsubasa Oozora) o di cercare Holly e Benji Forever. In più ci sono anche altre 2 serie :Road to 2002(dove si parla di Tsubasa-Holly che va al Barcellona e Mark Lenders-Kojiro Hyuga che va alla Juventus) e Golden 23 (che dovrebbe parlare delle Olimpiadi ma è ancora in prosecuzione)
ma vogliamo parlare del telecronista delle partite ?? era sempre lo stesso… sia per le partite dei tornei giapponesi che non contavano niente e sia per europei e i mondiali… un mito! me la ricordo ancora adesso la voce!!!
Il commentatore era tale Sergio Matteucci, ex-telecronista di Tutto il calcio minuto per minuto. (fonte: wikipedia).
uhmmm…
ma in International superstar soccer il giocatore più forte dell’italia non era Galfano? Attaccante con il codicno che richiamava Roby Baggio??
La squadra con il portiere forte era il Belgio…alla fine era un omaggio a Preud Homme
holly è il mio personaggio preferito e poi mila e schiro non valgono niente a confronto con holly e benji
la squadra col portiere forte è il giappone perchè ha benji in porta
Nel videogioco International Superstar Soccer i due portieri dell’Italia si chiamavano Pagani e Mancini, e non erano dei fenomeni. A proposito di Storie Inventate…
One Trackback
[...] la seconda puntata della rubrica Le Storie Inventate, per la precisione, un pezzo dal titolo Cosa ho imparato da Holly e Benji, Due fuoriclasse, nel quale elencavo, per l’appunto, cinque lezioni di vita e di calcio che ho tratto dalle [...]