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Da Iss a Pes: una lunga storia d’amore/Parte 1

L’anno era il 1995, e io proprio non sapevo cosa farmene del mio SuperNintendo. La penuria di giochi di calcio di qualità era tale che il mio passatempo preferito era un videogioco di basket, NBA Live 95 di EA Sports. Quello che faceva la differenza, in NBA Live, era che i giocatori assomigliavano davvero alle loro controparti reali. Per quanto pixellati, Horace Grant portava davvero i suoi googles protettivi e Dennis Rodman aveva davvero i suoi capelli platinati. Il gioco poi aveva qualche difetto, e visto da oggi sembra preistorico, ma bastavano questi piccoli tocchi di classe e realismo per fargli guadagnare mille punti rispetto alle sue controparti calcistiche. In Fifa, della stessa EA Sports, per dire, ti andava bene se riuscivi a leggere i numeri di maglia e il massimo del realismo grafico era fermo a questo: i brasiliani erano tutti olivastri, i tedeschi tutti biondi e gli italiani tutti i mori. Un disastro estetico, non certo riscattato dalla giocabilità, dato che bastava utilizzare lo stesso schema per segnare. Sempre. Ma poi, un giorno d’estate di quell’anno 1995, vidi la luce.

I brasiliani bianchi e gli olandesi neri.

La luce era stampata, nero su bianco, sulle pagine di una rivista di videogiochi dell’epoca: la voluminosissima ConsoleMania (in cui ogni piccolo gamer della mia generazione ha sognato almeno una volta di lavorare “da grande”). La luce aveva un nome lunghissimo: International Superstar Soccer. A ISS, la rivista dedicava la bellezza di cinque pagine. Cinque pagine farcite di immagini che parevano un miraggio: Baggio era finalmente “il codino”, Valderama aveva il suo cespuglio di capelli biondi e Maldini e Batistuta la loro lunga chioma, così come Ravanelli il suo taglio squadrato sale e pepe. Ma non solo: in ISS esistevano i brasiliani bianchi e i tedeschi castani, gli olandesi neri e gli inglesi peldicarota. I calciatori non erano più 11 omini tutti uguali che schizzavano per il campo, erano uomini digitali ognuno con le proprie caratteristiche tecniche, fisiche e somatiche. Una goduria. Leggendo l’articolo si scoprivano altre cose a dir poco pazzesche per l’epoca. La più pazzesca era questa: “quando segni la rete si gonfia”. Mirabile dictu. L’articolo si concludeva dando al gioco un voto altissimo, tipo 96/100. Oltre a essere bello da vedere, stando ai recensori di Console Mania, ISS era anche divertentissimo: la migliore simulazione calcistica mai prodotta. I creatori di tanto “ben di dio” non erano dei canadesi che non avevano mai visto un Tango Mundial, erano i giapponesi della Konami. Giapponesi in piena Baggiomania. Impensabile, per il popolo che ha inventato gli otaku, disegnare il numero 10 dell’Italia e non fargli il codino.

La corsa all’adattatore.

Purtroppo l’articolo di Consolemania non dava soltanto buone notizie, ce n’erano almeno due “bruttine” e una a dir poco tragica. Prima le bruttine: 1) nel gioco non esistevano squadre di club (un disastro) e 2) i giocatori, per quanto riconoscibili fisicamente, non portavano il loro vero nome. La FIFA aveva infatti venduto le licenze in esclusiva a EA Sports. Così Baggio si chiamava Galfano, Ravanelli si chiamava Coliuto etc… Il che, tutto sommato, alla lunga non era nemmeno un difetto e consentiva una certa libertà in fase di telecronaca delle tue partite (perché, voi non le facevate?). A ogni gara potevi rifare le convocazioni (io ad esempio trasformai immediatamente, per decreto, un Rivoli qualunque in un Del Piero esterno alto). In ogni caso tutte queste notizie erano di gran lunga sorpassate, sulla scala del “Oh nooooo”, dalla seguente: il gioco non era disponibile in versione PAL per le console europee ma solo per il sistema giapponese e americano. Io, che lessi quell’articolo al mare, lontano mesi da un ritorno a scuola che non mi era mai sembrato così dolce grazie a ISS, e distante chilometri sia dal mio Supernintendo sia da qualunque rivenditore di videogiochi iniziai ad angosciarmi anzitempo pensando a tutte le possibili opzioni per ovviare al dramma. Finché non caddi in uno stato di “umor nero” che si protrasse a fasi alterne per tutta quell’estate. Tornato a Milano le cose poi peggiorarono, non solo il gioco non era stato prodotto per l’Europa (bella idea fare il miglior gioco di calcio di sempre e venderlo prima in America che in Europa) ma le copie giapponesi e americane non erano mai state nemmeno distribuite. A tutto questo si aggiungeva che, in ogni caso, occorreva un adattatore per potervi giocare. Adattatore costosissimo: ben 30.000 lire, una spesa extra difficilissima da giustificare a qualunque genitore.

Dopo interminabili pomeriggi passati scorrendo l’indice sulle Pagine Gialle e chiamando tutti i negozi specializzati di Milano, finalmente, al terzultimo tentativo disponibile, ebbi la risposta che aspettavo: “sì abbiamo sia il gioco, sia l’adattatore”. Non so quanti Ottimo di fila in Geografia e in Matematica (le materie che mi piacevano, tipo Storia, non valevano) dovetti promettere di portare a casa ma, alla fine, un pomeriggio di novembre mi recai (“paghettamunito”) in una via, per me sconosciutissima di Milano – via Mac Mahon – e uscii trionfante dal negozio con “il mio tesssoro” nel sacchetto.

Lì, nel buio novembrino, dopo un’attesa di mesi ero a soli pochi minuti dai primi brasiliani bianchi e dai primi olandesi neri nella storia dei videogiochi di calcio.

Dal SuperNintendo alla Playstation: 1995 – 1998

In realtà non giocai moltissimo a ISS capitolo uno. Non fraintendetemi, fosse stato per me lo avrei consumato. Ma appena poche settimane dopo averlo comprato, la Konami annunciò l’uscita di International Superstar Soccer Deluxe (miglior copertina di sempre e non si discute) la versione migliorata del gioco: più realistica, più dettagliata, più completa. Con più tattiche, con i giocatori che avevano i cali di forma e si affaticavano in tempo reale, con i campi tagliati a scacchiera oppure a strisce verticali, con l’erba di colori diversi e le maglie aggiornate, con quattro diverse condizioni metereologiche (secco, normale, pioggia, neve). Insomma, come direbbe Caressa: “pazzesco!” Inoltre c’erano un sacco di nuovi scenari. E qui va aperta una parentesi per il profano: gli scenari in ISS erano situazioni di partite realmente giocate ai Mondiali o agli Europei in cui dovevi rimontare, nel poco tempo disponibile, una situazione di inferiorità, oppure “tenere” il risultato contro una squadra molto più forte.

Ricordo che ISS Deluxe me lo feci regalare a Natale e passai i primi tre giorni in uno stato che se mi avessero filmato sarebbe tranquillamente potuto diventare uno spot contro i videogiochi. Ci giocavo letteralmente tutto il giorno e anche di notte. Impossibile spiegare oggi quanto fosse così incredibilmente bello e divertente. Anche senza licenze e squadre di club. Avrò giocato e vinto dozzine di mondiali, europei, coppe speciali etc…

Ci giocai a uno sfinimento tale che, a un certo punto, non ne potei letteralmente più e mi misi in attesa di una nuova edizione che però, per SNES, non arrivò mai. Passarono così tre anni e io non ero più un preadolescente. Ai videogiochi ci giocavo di tanto in tanto, poco interessato all’esplosione della Playstation e, come da copione, profondamente amareggiato dalla pessima qualità di FIFA 98, il cui unico pregio era la colonna sonora con Song #2 dei Blur; perché, per il resto, le partite finivano 16 a 5. Le riviste di videogiochi avevano lasciato il passo a quelle di musica e la corsa per l’adattatore era ormai acqua passata. Derubricata alla voce: manie infantili.

Bastò entrare in un multicenter qualunque, con l’intenzione di comprare un disco, per capire quanto mi sbagliavo.

Lì, gironzolando tra gli scaffali, mi aspettava la mia “madeleine”. Una madeleine che aveva le fattezze di Paul Ince e Fabrizio Ravanelli, uno di fronte all’altro a brutto muso pochi centimetri sopra a un titolo inequivocabile: International Superstar Soccer Pro 98; il secondo ISS uscito per Playstation (il primo ISS Pro del 97, confesso di essermelo perso). Che dire, anche in questo caso parlavano le immagini: le 32 nazionali dei mondiali di Francia tutte con le loro magliette ufficiali riprodotte fino al dettaglio dello stemma e del marchio. Zidane con la chierica, Ronaldo imprendibile con dei movimenti identici all’originale; un sistema di gioco in cui non segnavi mai due gol allo stesso modo e io che mi fissai che volevo Shwoch in nazionale e quindi modificai un giocatore che gli assomigliava e lo misi a fare il rapinatore d’aria di rigore. Ma la mia vera fissazione era Alan Shearer che portai a vincere diversi titoli di capocannoniere in tutte le competizioni disponibili.

Arrivano i club: ISS Pro Evolution

ISS Pro 98 fu il primo episodio di ISS in cui i nomi di alcuni giocatori erano originali (ma non tutti, chissà perché), restava però la grande pecca dell’assenza dei club; l’unico punto ancora a favore di FIFA. La Konami lo capì nel 1999 con l’uscita di ISS Pro Evolution che rappresentò il più grande salto di qualità mai compiuto dalla serie fino a quel momento. Purtroppo però la Konami fece le cose a metà e quindi invece di esserci tutti i club dei maggiori campionati europei, si limitò a introdurne solo una manciata: i più importanti. Fortunatamente la Serie A, in piena epoca delle sette sorelle, era il campionato più rappresentato con cinque delle sette sorelle (Juve, Inter, Milan, Lazio e Parma… curiosamente però, sempre per motivi di diritti, la Juventus si chiamava Torino e la Lazio, Roma) a cui si aggiungevano Manchester United, Arsenal, Chelsea, Liverpool, Real, Barcelona, Ajax, Monacò, Marsiglia, Bayern e Borussia Dortmund. Inoltre finalmente c’erano gli stadi, anche quelli con nomi tarocchissimi e iperesilaranti tipo Colosseo di Lombardia per San Siro. In ogni caso essendo sedici squadre un po’ pochine per fare delle vere competizioni europee alla Konami si inventarono un sistema di gioco “alternativo” che univa simulazione calcistica e manageriale: la Master League che consisteva nel prendere una squadra di club solo che, al posto dei giocatori reali, ti ritrovavi in squadra 22 brocchi inventati e, vincendo le partite, guadagnavi punti per il calciomercato così che, dopo due o tre stagioni “difficili”, potevi costruirti un superteam in grado di vincere tutto.

International Super Star Soccer Pro Evolution uscì nel 1999 e ottenne il plauso unanime della critica come mai nessun videogioco di calcio e della serie aveva ottenuto prima il che però non fu motivo sufficiente per spronare la Konami ad apportare modifiche sostanziali al secondo e ultimo capitolo della serie: ISS Pro Evolution 2 che uscì due anni dopo, nel 2001, inficiato degli stessi difetti (che poi erano gli unici) del precedente: poche squadre di club e poca customizzabilità di alcuni aspetti. Dal punto di vista della giocabilità questo secondo episodio segnava comunque un miglioramento, ma non così rilevante da farlo passare alla storia, al pari di alcuni precedenti episodi (piuttosto passavano alla storia i due commentatori, “tarocchi” pure loro: i mitici Gianni Pinoli e Oscar Bellini. Eroi del nonsense che davano formazioni piene di nomi storpiati tipo Roberto Corlos, Zedin e Rivalno). Del resto il lancio di PES per Playstation 2 era alle porte e ormai tutti attendevano di vedere sbarcare ISS sulle console di nuova generazione. Cosa che puntualmente successe alla fine di quello stesso anno.

Continua giovedì 3 giugno>>


38 Comments

  1. Duccio
    Posted June 1, 2010 at 10:31 am | Permalink

    Ho le lacrime agli occhi. Gran pezzo, grandi ricordi
    anche se niente di tutto questo sarebbe stato possibile se non ci fosse stato sensible world of soccer.

  2. Bep
    Posted June 1, 2010 at 11:03 am | Permalink

    quanti ricordi e quanti pomeriggi buttati dietro questa serie!

  3. Giovanni D'Ottavio
    Posted June 1, 2010 at 11:13 am | Permalink

    gran bell’articolo e che ricordi hai fatto tornare alle nostre menti. ma volendo cercare il pelo nell’uovo devo dire che hai cmq qualche lacuna: il primo iss uscì in versione pal ed uscì molto prima del deluxe. il buon ravanelli non era presente al primo capitolo ma fece la sua apparizione nel deluxe. per quanto riguarda invece il proseguo della storia hai omesso una cosa molto importante: al tempo dei primi iss la casa prduttrice era semplicemente la KCE (Konami Computer Enterteinment) mentre successivamente si sarebbe divisa in due tronconi: la KCET dove T sta per Tokio che diete vita alla serie Winning Eleven (il nome giapponese di pes) che come progenitore ha il lontanissimo Goal Storm uscito per PSX nel 1996 da cui poi vennero Fighting Eleven e poi Winning Eleven mentre ISS continuò fino al 2002 con la denoniazione giapponese di Perfect Striker e venendo prodotto dalla KCEO di Osaka. col passare del tempo la differenzazione fra le due serie stava nella maggiore giocabilità e realismo di pes e la maggiore spettacolarità ma in chiave arcade di iss

  4. Bep
    Posted June 1, 2010 at 11:27 am | Permalink

    p.s.: non si sa quando esce quello nuovo?

  5. Patrick
    Posted June 1, 2010 at 11:38 am | Permalink

    Che nostalgia… non lo dico perche giocai ISS, ma piuttosto perche mi vengon in mente le GARE per arrivare alla Newel prima delle 6 (il negozio di via Mac Mahon) ovvero prima che uscissero tutti da lavorare… e la mia mamma che scassava perche non mi ci voleva portare… nel lontano ‘92… sticazzi.

  6. Boa
    Posted June 1, 2010 at 11:44 am | Permalink

    Io ho avuto anche winning eleven 2000 con commento in giapponese che forse si trova ancora in giro (alcune frasi) e le squadre taroccate….c’era la roma con pruzzo, il milan con gli olandesi, ecc….spettacolo!

  7. ivan
    Posted June 1, 2010 at 11:58 am | Permalink

    Marò!!!

    Come non ricordare tutto…i movimenti scattosi…i nomi improbabili…ma soprattutto infiniti tornei notturni tra gli amici al posto delle uscite cpon le ragazze, lasciate a casa con scuse assurde!!

    Mitico!!

  8. Paolo
    Posted June 1, 2010 at 12:02 pm | Permalink

    Articolo da super-nerd… ma sei ancora vivo dopo la tua infanzia buttata?

  9. Luke
    Posted June 1, 2010 at 12:03 pm | Permalink

    ç_ç quante partite col 98 2 volte quadrato e si faceva il pallonetto leggero… che ricordi

  10. Fabrizio Bechi
    Posted June 1, 2010 at 12:08 pm | Permalink

    Tutto verissimo tutto da me vissuto di riflesso perchè io a Iss Pro ci giocavo dagli amici, per me il videogioco di calcio è nato e morto con Sensible World Of Soccer!! Signori la Perfezione del gioco. Concordo pienamete con Duccio!!! SWOS non si può scordare mai…!!!!

  11. antonio
    Posted June 1, 2010 at 12:30 pm | Permalink

    che ricordi… un plauso all’autore del pezzo ;)

  12. net02
    Posted June 1, 2010 at 12:34 pm | Permalink

    Grande! Ancora ricordo la fantastica sigla del primo ISS, con il tizio che urlava International.. Superstar… SOCCER!! :)

    Dopo la corsa all’adattatore c’è stata anche la corsa alla presa Scart per vedere a colori i giochi NTSC su playstation, quando, prima che uscissero in europa gli ISS, arrivava il solito amico con la copia masterizzata di Winning Eleven (completamente in giapponese.. mi sono sempre chiesto da dove li prendessero!) che erano dei veri gioielli:
    - prima di tutto dovevi girarti tutti i menù in giapponese, per capire quale opzione fosse cosa, ed impararli a memoria
    - poi arrivavano i guai quando si trattava di impostare la formazione, e vi giuro che a 15 anni grazie a / per colpa di Winning Eleven mi sono imparato l’alfabeto Katakana a furia di leggere i nomi dei giocatori
    - alla fine però ti godevi, oltre al miglior gioco di calcio sulla piazza con qualche mese di anticipo, le migliori telecronache mai sentite.. per carità non si capiva quasi niente però i due commentatori erano dei pazzi scatenati e si rideva che è un piacere

    Per non parlare dei superclasicos che puntualmente si riproponevano con ogni nuova versione, se non ti toglievano la squadra, poveri emirati arabi uniti :(
    e le tonnellate di replay assurdi salvati con gli anni (attualmente su un pc ho installato tutti i Pes dal 3 al 2008 per potermi rivedere i replay!)

  13. Adriano
    Posted June 1, 2010 at 1:06 pm | Permalink

    Grande testo.. mamma mia quanti ricordi… complimenti per il tuo testo é proprio scritto in maniera divertente.
    Vai avanti cosi….

  14. Graz
    Posted June 1, 2010 at 1:15 pm | Permalink

    se penso al decadimento attuale della serie dopo queste glorie mi viene da piangere

  15. Stefano
    Posted June 1, 2010 at 2:14 pm | Permalink

    Fa-vo-lo-so!!

  16. filippo crosta
    Posted June 1, 2010 at 2:35 pm | Permalink

    a proposito di pes non c’erano anche i pez http://aretheyserious.files.wordpress.com/2009/06/mypic12.jpg coi calciatori?

  17. larry clark
    Posted June 1, 2010 at 3:00 pm | Permalink

    ehehe, appena 2 mesi fa comprai ad una bancarella una copia originale di ISS per PSX….io che li ho sempre avuti masterizzati!
    anche se quello che ho consumato di più fu senza dubbio Winning Eleven 3……WORUDU..SAKKA…JIKKYOU ….

  18. Marco
    Posted June 1, 2010 at 3:00 pm | Permalink

    Gioco alla serie Konami dal 95. Non mi stanchero’ mai perche’ non ci sono partite scontate. Basta cambiare avversario e devi cambiare formazione e stile di gioco.

    Forse sono un po’ deluso dagli ultimi titoli e dai top player esageratamente imprendibili. Giocare con squadre come il Barcellona e manovrare Messi fino a farlo entrare in porta con tutto il pallone e’ diventato troppo facile.

  19. Dario
    Posted June 1, 2010 at 3:11 pm | Permalink

    Se Shingo “Seabass” Takatsuka e il suo team non si sveglieranno a breve, la prossima lunga storia d’amore sarà dedicata alle nuove versioni di Fifa.

  20. Gian
    Posted June 1, 2010 at 3:22 pm | Permalink

    Mi associo ai complimenti per il pezzo e mi permetto di far ricordare, a chi di voi abbia mai posseduto la mitica Amiga, il meraviglioso Kick-Off by Dino Dini con visuale dall’alto, palla “sfuggente”, pallonetti d’autore e tiri ad effetto irripetibili. Non so quanti joystick ho sradicato per ottenere un grandioso pallonetto effettato o un tiro da lontano sotto il sette. Pacchetti di “furrini” (biscottini al sapore di formaggio) scommessi con gli amici in mitiche partitelle 2 su 3 alternando le formazioni classiche con quelle più offensive “blitz” e “superblitz” …sigh…bei tempi!

  21. Duccio
    Posted June 1, 2010 at 3:52 pm | Permalink

    il futuro è in mano a fifa.
    nettamente superiore all’ultimo pes che oramai è troppo arcade.

    su kick off di dino dini sono con gian tutta la vita.
    è il punto di partenza

  22. Graz
    Posted June 1, 2010 at 4:05 pm | Permalink

    FIFA 2010 è il miglior gioco di calcio degli ultimi 4 anni senza ombra di dubbio

  23. Valentino81
    Posted June 1, 2010 at 4:20 pm | Permalink

    anch’io concordo nettamente con i precursori di ogni videogame di calcio oggi esistenti: kick off e sensible world of soccer……grandissima amiga 600….con i floppy…..insert disk 2……ahahahah……grandissimaaaaa!!!!
    In SWOS la fusione del gioco manageriale e una giocabilità e un controllo di palla davvero al limite…distruggevo un joystick al giorno….le ventose che volavano via….pulsanti saltati….contatti sfondati….per provar a tener il pallone incollato al piede cosa non si faceva…..resteranno per sempre nei nostri cuori….davvero i giochi di calcio dei giochi di calcio….che tempi…davvero stupendiiiiiii!!!!!!

  24. Cesare
    Posted June 1, 2010 at 4:22 pm | Permalink

    @ Paolo

    c’è una cosa che si chiama ironia e altre che si chiamano iperboli. tutte sono molto presenti in questo articolo che tu giustamente definisci supernerd.

    riguardo alla mia infanzia. sono stato molto fortunato, ho passato più tempo dietro un pallone vero che uno di pixel e… sì, a quanto pare (toccandomi) sono ancora vivo.

  25. Cesare
    Posted June 1, 2010 at 4:30 pm | Permalink

    @ Giovanni D’Ottavio: sei sicuro che il primo uscì in versione PAL, io ricordo proprio di no, altrimenti non mi sarei “disperato” tanto per l’adattatore.

    e anche wiki sembra confermare: http://it.wikipedia.org/wiki/International_Superstar_Soccer

    riguardo a winning, kcet, kceo etc… il discorso è amplissimo e avrebbe meritato quasi un post a parte. però ad esempio quello di winning è un versante che ho esplorato poco e tardi (da winning 9 o qualcosa del genere, l’equivalente jappo di PES 5).

  26. Gullo
    Posted June 1, 2010 at 4:37 pm | Permalink

    Articolo stupendo, anch’io sono un grande fan del calcio made in Konami, li ho presi tutti da ISS Pro a PES 2010, ho 20 anni e credo che non mi fermerò almeno per i prossimi 10!
    Mi è piaciuto molto leggere della tua corsa sfrenata all’adattatore, 30000 lire all’epoca erano tutto, ti sentivi straricco. Oggi ne servirebbero 140000 per comprare un videogioco! Bello leggere anche delle promesse da fare ai genitori per avere quei soldi, cavolo se ci ripenso come sono cambiate le cose in una quindicina di anni. Anche a me dicevano “se prendi ottimo qui e lì ti compriamo il gioco”, era più bello così perchè il gioco te lo sudavi.
    Poi, le tre PS le ho usate al 90% per giocare a due serie di giochi: PES e Gran Turismo, senza dubbio i migliori in assoluto. Poi è vero, ci sono giocatori che sembrano marziani, ma vuoi mettere la soddisfazione a fermarli, quando ci giochi contro? :)
    Grazie ancora per avermi fatto rivivere i mitici anni 90, e buon divertimento!

  27. Duccio
    Posted June 1, 2010 at 4:38 pm | Permalink

    io sostengo da sempre che chi dice che i videogiochi ti fan diventare scemo o mezzo rincoglionito sia una persona limitata.
    io ho passato moltissimo tempo della mia vita sui videogiochi e non ho buttato via un secondo della mia infanzia.
    se giochi tanto non vuol dire che non ti vien voglia di uscire in bici o andare a giocare a pallone.
    male che vada c’era il gameboy.

  28. Gullo
    Posted June 1, 2010 at 4:41 pm | Permalink

    Il migliore di tutti era quello con “We will rock you” dei Queen nel filmato introduttivo…ti dava una carica incredibile! Era PES 2, o ISS Pro Evolution 2, se non sbaglio. E Owen era un fenomeno!

  29. Duccio
    Posted June 1, 2010 at 4:42 pm | Permalink

    bisogna pero’ riconoscere che l’ultima versione di pes su wii è abbastanza geniale.
    http://www.youtube.com/watch?v=ntIz_hA4STM

  30. Posted June 1, 2010 at 4:46 pm | Permalink

    Io, da buon talebano, FIFA non l’ho mai voluto vedere e sono rimasto fedelissimo a PES anche in questi anni di “vacche magre” (l’ultimo secondo me si è un po’ risollevato rispetto ai precedenti due, tre episodi, ma non di moltissimo). Per me il titolo EA resterà sempre quello del trienni 98-00 pieno di veroniche, numeri, cazzi e mazzi. Da lì in poi non l’ho più voluto vedere.
    Dite che dovrei cambiare parrocchia o perseverare nell’intolleranza?

  31. Federico
    Posted June 1, 2010 at 5:15 pm | Permalink

    Bel racconto davvero!
    Ti capisco: a 30 anni gioco ancora a Scudetto sul pc (anche se ora si chiama Football Manager, io lo chiamo Scudetto!)

    Una sola cosa: ma in ISS PRO Evo, nella master league non c’era anche la Fiorentina (ribattezzata Firenze)

    Ps: Bolatta, castillo, miranda, sono gli unici nomi dei giocatori “fasulli” della Mastaer League che mi ricordo!

  32. ludovico baracchi
    Posted June 1, 2010 at 5:30 pm | Permalink

    Beh..io ho avuto solamente un ISS quello del 2002, mi ricordo che dopo fifa soccer 3, gioco con la migliore colonna sonora mai avuta in un gioco di calcio, volevo provare anche il gioco della konami…restai stupito, ma la giocabilita era diversa da quella di fifa, che gia nel 2004(se non fosse per i megatiri da fuori area) era diventato realistico e preciso…e comunque oramai il caro pro la grafica l ha persa si è puntato solo alla giocab ilita per il divertimento, mentre preferisco grafica e veridicita del gioco…

    Infatti per me gia da fifa 2008 pro è rimasto indietro…ma prima era sicuramente piu divertente

  33. Duccio
    Posted June 1, 2010 at 5:51 pm | Permalink

    fifa è da tener presente solo per l’ultimo.
    il resto era una m…a

  34. Graz
    Posted June 1, 2010 at 6:45 pm | Permalink

    @Paolo

    complimenti, un’osservazione acuta e geniale, caratteristica di uno che ha buttato il cervello nel WC piuttosto che l’infanzia coi videogiochi

  35. Dario
    Posted June 1, 2010 at 6:58 pm | Permalink

    Ah dimenticavo… Spero che nella continuazione del pezzo parlerai delle “PATCH” che aggiornavano il gioco, ovviamente non originali.
    Uno dei motivi per cui questo videogame è diventato così popolare è anche per via degli impeccabili aggiornamenti a maglie e database giocatori fatti da gente nel web per pura passione.
    I patchers che hanno dato il via a tutto l’editing son stati i WEndetta (passando anche per lo storico forum Winningmania e i WEdoIt)
    Per farla breve, senza quelle patch le maglie e i nomi dei giocatori erano tarocchi, per non parlare di schemi di gioco e aggiornamenti di rose totalmente sballati.

    Saluti da un WEndetta :)

  36. RB
    Posted June 1, 2010 at 8:32 pm | Permalink

    @ Cesare

    Confermo quello che ha detto Giovanni D’Ottavio, io ho la versione PAL di ISS e mi ricordo che la deluxe era uscita 1-2 anni dopo.

    Inoltre mi ricordo che le partite erano emozionanti anche tramite gli effetti dello stadio e la telecronca.
    Con 10 frasi in croce non diturbavano più di tanto ed erano stupende.

    Come si fa a non ricordare l’emozione di quando si segnava un gol:
    GO GO GGGGGGOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOLLLLLLLLLLLLLL!!!!!

  37. CHICCO
    Posted June 2, 2010 at 8:54 am | Permalink

    Gran bel pezzo. Ciao.

  38. Alfonso
    Posted June 2, 2010 at 2:40 pm | Permalink

    Con delle variazioni nel corso degli anni, i nomi della Master League sono mitici.
    Ivarov(Ivanov), Stremer, Valeny (Valery), Iouga (Iorga), Celnili, Espimas, Ximeles, Miranda (Minanda).
    il rapinatore d’area Huylens (37 anni e non sentirli…), il talento brasiliano Castello, l’ala veloce senza controllo di palla Burchet, l’irlandese Harty.
    E come non parlare di Edingson, Nachdecal, Lieberman…
    Campioni anonimi, stelle che si vaporizzavano non appena si metteva denaro in saccoccia.

    Per tornare poi indietro a ISS de luxe, dove il Messico aveva il famoso Portiere / Centravanti Leone, e la Germania la testa ad alveare di Sieke.
    Vabbé, sogno ad occhi aperti quei pomeriggi di giugno delle medie in cui non avevamo un cazzo da fare…

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  3. [...] la prima parte pubblicata martedì prosegue e si conclude il racconto di Cesare Alemanni della storia della più leggendaria [...]

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